Con l'eliminazione del coacervo, donazioni ed eredita saranno tassate separatamente. Per le famiglie con grandi patrimoni un risparmio che puo valere decine di migliaia di euro.
Dal primo gennaio 2026 cambia tutto, o quasi, nella tassazione dei passaggi generazionali. Il decreto legislativo 139/2024 elimina il coacervo, la regola che obbligava a sommare le donazioni effettuate in vita all'eredita per calcolare l'imposta di successione.
E una rivoluzione silenziosa, che passa quasi inosservata nel dibattito pubblico ma che puo valere decine di migliaia di euro per le famiglie con patrimoni significativi.
Come funzionava prima
Fino al 2025, le donazioni e l'eredita facevano cumulo ai fini del calcolo della franchigia.
Esempio pratico:
Se un genitore aveva donato 800mila euro al figlio in vita, e poi lasciava 500mila euro in eredita:
- Base imponibile: €800.000 + €500.000 = €1.300.000
- Franchigia: €1.000.000
- Imponibile: €300.000
- Imposta (4%): €12.000

Come funziona dal 2026
Dal 2026, le due operazioni sono valutate separatamente:
Donazione:
- Valore: €800.000
- Franchigia: €1.000.000
- Imposta: €0
Successione:
- Valore: €500.000
- Franchigia: €1.000.000
- Imposta: €0
Risparmio netto: €12.000
La doppia franchigia in pratica
In pratica, ogni figlio puo ricevere fino a due milioni di euro senza imposte:
- €1.000.000 via donazione
- €1.000.000 via successione
| Operazione | Franchigia | Aliquota oltre |
|---|---|---|
| Donazione a figli | €1.000.000 | 4% |
| Successione a figli | €1.000.000 | 4% |
| Totale esentasse | €2.000.000 | - |
Chi ne beneficia di piu
Le categorie che traggono maggior vantaggio dalla riforma:
- Famiglie con patrimoni immobiliari consistenti
- Genitori che vogliono trasferire partecipazioni societarie
- Nuclei con piu figli (ogni figlio ha la sua doppia franchigia)
- Imprenditori con aziende di famiglia
L'autoliquidazione
Altra novita: l'imposta di successione si paga in autoliquidazione. L'erede calcola e versa quanto dovuto entro novanta giorni dalla dichiarazione. L'Agenzia delle Entrate ha due anni per i controlli.
Per le aziende di famiglia, restano confermate le agevolazioni: esenzione totale se l'attivita viene mantenuta per almeno cinque anni.
Fonte originale: Fiscomania
